Tendenze divergenti tra gli Stati membri: un’Europa a due velocità sulla sicurezza stradale

Sebbene l’Unione Europea abbia registrato un calo complessivo del 3% delle vittime della strada nel 2024, i progressi non sono uniformi tra i diversi Stati membri. Mentre alcuni paesi stanno avanzando rapidamente verso l’obiettivo di dimezzare le morti entro il 2030, altri mostrano progressi molto più lenti o addirittura un aumento dei decessi (fonte EU Mobility and Transport).
Paesi con i maggiori miglioramenti
Alcuni Stati membri hanno registrato riduzioni significative delle vittime stradali negli ultimi cinque anni. Tra questi troviamo:
- Belgio, Bulgaria, Danimarca, Lituania, Polonia e Slovenia: Questi paesi si trovano attualmente sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo europeo di riduzione del 50% delle vittime stradali entro il 2030.
- Danimarca: Grazie a politiche avanzate di sicurezza stradale, infrastrutture ciclabili sicure e campagne di sensibilizzazione, ha visto un notevole miglioramento.
- Polonia e Bulgaria: Entrambi i paesi hanno investito in modernizzazione delle infrastrutture stradali e rafforzamento delle normative sulla sicurezza, con un impatto positivo sui tassi di mortalità.
Paesi con progressi limitati
Dall’altra parte, alcuni grandi Stati membri hanno mostrato miglioramenti molto modesti nella riduzione delle vittime stradali:
- Italia, Francia, Spagna e Grecia: Negli ultimi cinque anni, questi paesi hanno registrato solo piccole riduzioni nei tassi di mortalità stradale.
- Italia ha visto un calo del 4% nel 2023, ma rimane sopra la media UE con 52 morti per milione di abitanti (rispetto alla media di 44).
- Francia e Spagna stanno affrontando sfide legate alla sicurezza sulle strade urbane e rurali, specialmente per i pedoni e i ciclisti.
- Grecia ha migliorato la qualità delle sue strade negli ultimi anni, ma il progresso è ancora insufficiente rispetto agli obiettivi europei.
Paesi in controtendenza: aumento delle vittime
In alcuni Stati membri, il numero di vittime stradali è aumentato negli ultimi anni, una tendenza preoccupante per il raggiungimento dell’obiettivo UE:
- Irlanda ed Estonia: Entrambi i paesi hanno registrato un incremento delle vittime stradali, anche se va considerato che nei paesi più piccoli il numero di incidenti può variare sensibilmente di anno in anno.
- Svezia: Tradizionalmente uno dei paesi con le strade più sicure d’Europa, la Svezia ha registrato un lieve aumento delle vittime, suggerendo la necessità di ulteriori misure per mantenere la sua posizione di leader nella sicurezza stradale.
Le cause delle differenze tra i paesi
Le disparità tra gli Stati membri possono essere attribuite a diversi fattori, tra cui:
- Infrastrutture stradali – Paesi con una rete stradale moderna e ben mantenuta tendono ad avere tassi di mortalità più bassi.
- Normative sulla sicurezza – L’applicazione rigorosa delle leggi su limiti di velocità, alcol e guida distratta incide direttamente sulla riduzione degli incidenti.
- Mobilità sostenibile – Paesi con una forte cultura della mobilità sostenibile (come i Paesi Bassi e la Danimarca) hanno meno incidenti mortali rispetto a quelli con un uso predominante dell’auto.
- Sensibilizzazione e formazione – Le campagne di sicurezza stradale e l’educazione dei conducenti giocano un ruolo cruciale nella prevenzione degli incidenti.
Conclusione
Il divario tra i paesi dell’UE dimostra che, nonostante il trend positivo complessivo, c’è ancora molto lavoro da fare per garantire la sicurezza stradale in tutta Europa. Le nazioni che stanno avanzando più rapidamente offrono modelli di successo che potrebbero essere replicati altrove. Per i paesi in ritardo, invece, sarà essenziale rafforzare le politiche di prevenzione, l’educazione alla guida sicura e il miglioramento delle infrastrutture per ridurre il numero di vittime nei prossimi anni.