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	<title>SALVM, Autore presso SALVM</title>
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	<description>Piattaforma C-ITS per la SALVaguardia degli utenti deboli basata su servizi road-side di Mobilità intelligente e comunicazioni DSRC/C-V2X</description>
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	<title>SALVM, Autore presso SALVM</title>
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		<title>L’Hub MOST e dove si colloca il progetto SALVM</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 20:43:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>MOST &#8211; Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile attraverso la collaborazione con 24 università, il CNR e 24 grandi imprese, ha la missione di incentivare e supportare lo sviluppo di soluzioni moderne, sostenibili e inclusive per l&#8217;intero territorio nazionale. Le aree e gli ambiti di cui si occupa, sono molteplici:&#160;mobilità aerea, veicoli&#160;leggeri e mobilità attiva, trasporto per [&#8230;]</p>
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<p><a href="https://www.centronazionalemost.it/most.html" data-type="link" data-id="https://www.centronazionalemost.it/most.html">MOST &#8211; Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile</a> attraverso la collaborazione con <strong>24 università, il CNR e 24 grandi imprese</strong>, ha la missione di incentivare e supportare lo sviluppo di soluzioni <strong>moderne, sostenibili e inclusive per l&#8217;intero territorio nazionale</strong>.</p>



<p>Le aree e gli ambiti di cui si occupa, sono molteplici:&nbsp;<strong>mobilità aerea, veicoli&nbsp;leggeri e mobilità attiva, trasporto per vie d’acqua, ferroviario, nuovi carburanti</strong>. Il Centro Nazionale MOST ha l&#8217;obiettivo di rendere il sistema della mobilità più “<strong>green</strong>” nel suo complesso e più “<strong>digitale</strong>” nella sua gestione, attraverso soluzioni leggere e sistemi di propulsione elettrica e a idrogeno; sistemi digitali per la riduzione degli incidenti; soluzioni più efficaci per il trasporto pubblico e la logistica; un nuovo modello di mobilità, accessibile e inclusiva.</p>



<p>Il modello “<strong>Hub&amp;Spoke</strong>” è un sistema dinamico, con un perno al centro (<strong>Hub MOST</strong>) e attorno i&nbsp;<strong>14 Spoke Leader&nbsp;</strong>che, nella loro interazione, favoriscono la cooperazione con l’ecosistema nazionale e locale.</p>



<p>L’<strong>Hub MOST</strong>, svolge funzioni di coordinamento, definisce le linee strategiche, promuove iniziative trasversali, raccoglie input dal mercato, orienta le progettualità e promuove iniziative di startup intelligence.</p>



<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1017" height="1024" src="https://salvm-tmp.southengineering.it/wp-content/uploads/2024/12/hub-1180x1188-2-1017x1024.webp" alt="" class="wp-image-25572 size-full" srcset="https://salvm.southengineering.it/wp-content/uploads/2024/12/hub-1180x1188-2-1017x1024.webp 1017w, https://salvm.southengineering.it/wp-content/uploads/2024/12/hub-1180x1188-2-298x300.webp 298w, https://salvm.southengineering.it/wp-content/uploads/2024/12/hub-1180x1188-2-150x150.webp 150w, https://salvm.southengineering.it/wp-content/uploads/2024/12/hub-1180x1188-2-768x773.webp 768w, https://salvm.southengineering.it/wp-content/uploads/2024/12/hub-1180x1188-2-710x715.webp 710w, https://salvm.southengineering.it/wp-content/uploads/2024/12/hub-1180x1188-2.webp 1180w" sizes="(max-width: 1017px) 100vw, 1017px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p>Gli <strong>Spoke</strong> sviluppano programmi di ricerca a TRL (Technology Readiness Level) elevato con soluzioni vicine alle esigenze del mercato, tecnologie strategiche del settore a medio e a lungo termine, operano grazie a infrastrutture e a laboratori all’avanguardia.</p>
</div></div>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Il progetto <strong>SALVM </strong>è stato finanziato nell&#8217;ambito delle attività pertinenti lo <strong>Spoke 7</strong> e, dunque, relative alla <strong>mobilità cooperativa connessa e automatizzata</strong> (<strong>CCAM</strong>) ed alle infrastrutture intelligenti. Nella fattispecie, lo Spoke 7 si concentra sulla trasformazione del settore della mobilità attraverso l&#8217;adozione di tecnologie avanzate per la Mobilità Cooperativa Connessa e Automatizzata (CCAM) e per le Infrastrutture Intelligenti. La CCAM consente la comunicazione in tempo reale tra i veicoli e le infrastrutture stradali, con l&#8217;obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e l&#8217;efficienza del traffico. Grazie all&#8217;impiego di sensori e di sistemi di gestione avanzati, le infrastrutture intelligenti sono in grado di monitorare il traffico, regolare i flussi veicolari e fornire informazioni utili agli automobilisti. Questo approccio innovativo si propone di ridurre gli incidenti e le congestioni, ottimizzando l&#8217;uso delle risorse stradali, e di promuovere una mobilità più sostenibile, riducendo l&#8217;impatto ambientale dei trasporti, contribuendo così alla creazione di un sistema di trasporto più integrato e resiliente. L&#8217;obiettivo finale è realizzare un ecosistema di trasporto avanzato, sicuro ed efficiente, capace di rispondere alle esigenze future delle città intelligenti. Alla guida dello Spoke vi è l&#8217;<strong>Università degli Studi di Napoli &#8220;Federico II&#8221;</strong>.</p>



<div class="wp-block-media-text has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile"><div class="wp-block-media-text__content">
<p>L&#8217;Università degli Studi di Napoli Federico II (acronimo <strong>UniNa</strong>) è un&#8217;istituzione universitaria statale italiana, fondata nel 1224, ed è una delle più antiche università pubbliche a livello mondiale. Con oltre 90.000 studenti (dati del 2022), rappresenta una delle università più grandi d&#8217;Europa. Nel corso della sua lunga e prestigiosa storia, l&#8217;Ateneo ha accolto numerosi alunni di grande rilevanza, tra cui i Presidenti della Repubblica Italiana Enrico De Nicola, Giovanni Leone e Giorgio Napolitano.</p>
</div><figure class="wp-block-media-text__media"><img decoding="async" src="https://salvm-tmp.southengineering.it/wp-content/uploads/2024/11/logo-salvm-2.svg" alt="" class="wp-image-24356 size-full"/></figure></div>



<p>Secondo il ranking del CWUR (Center for World University Rankings), nel 2024 l&#8217;Università ha mantenuto la 6ª posizione tra gli atenei italiani, classificandosi al 253º posto su un totale di 20.966 università nel ranking mondiale. Inoltre, un&#8217;analisi congiunta di U.S. News &amp; World Report e Clarivate Analytics ha posizionato l&#8217;Ateneo al secondo posto a livello nazionale per il corso di laurea in Ingegneria Meccanica, preceduto solo dall&#8217;Università degli Studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;, e al terzo per il corso di laurea in Fisica, dietro alla stessa Sapienza e all&#8217;Università di Pisa.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>In tale contesto il progetto SALVM si propone di realizzare metodologie e soluzioni, basate sulle tecnologie della visione artificiale, del sensing e delle comunicazioni V2X, per il miglioramento del livello di sicurezza stradale. L&#8217;ambito di applicazione della proposta è quello della viabilità nazionale di tipo non autostradale. La ricerca propone la realizzazione di un prototipo dimostrativo che integri aspetti tecnologici e metodologici. Lo sviluppo della soluzione a favore della sicurezza degli utenti deboli della strada è la portante della soluzione SALVM, così come lo studio di fattibilità tecnologica e operativa per l&#8217;estensione road-based della distanza di visibilità di veicoli connessi. SALVM valorizza le tecnologie e i servizi C-ITS (Cooperative Intelligent Transportaton Systems) ne dimostra l&#8217;utilizzo e l&#8217;integrazione con le attrezzature e le infrastrutture di ricerca in corso di realizzazione in Spoke 7. </p>
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		<title>Stato dell&#8217;arte dei servizi e delle tecnologie C-ITS a favore dei VRU</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SALVM]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 21:46:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A distanza di poche settimane dal Kick-off del progetto SALVM, procedono le attività del T1.1 e relative allo studio dello stato dell&#8217;arte circa i servizi e le tecnologie C-ITS esistenti a favore dei VRU. Il task T1.1 ha come obiettivo quello di analizzare le linee guida generali e gli approcci più comuni e già di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>A distanza di poche settimane dal Kick-off del progetto SALVM, procedono le attività del T1.1 e relative allo studio dello stato dell&#8217;arte circa i servizi e le tecnologie C-ITS esistenti a favore dei VRU. Il task T1.1 ha come obiettivo quello di analizzare le linee guida generali e gli approcci più comuni e già di interesse riguardo all’applicazione della tecnologia C-ITS rispetto agli utenti della strada più vulnerabili. Si delineano, quindi, le procedure più utilizzate in ambito scientifico per la formalizzazione e la validazione delle diverse soluzioni, rispetto anche alle casistiche di situazioni di pericolo più frequenti per l’applicazione di servizi C-ITS, al fine di aumentare la salvaguardia dei VRU. </p>



<p>Si procede dunque con la realizzazione di una review della letteratura sistematica per i  servizi C-ITS orientati ai VRU, identificando le limitazioni dei sistemi attuali con l’obiettivo di delineare ulteriori potenziali avanzamenti rispetto allo stato dell’arte. Si procederà inoltre analizzando le tecnologie C-ITS rispetto alle comunicazioni di tutti gli utenti dell’infrastruttura stradale, al fine di aumentare il concetto di cooperazione e collaborazione nei trasporti. L’attenzione è principalmente concentrata sulle modalità di comunicazione tra veicoli ed utenti dell’infrastruttura che non presentano l’aiuto di dispositivi di controllo integrati, come OBU ed RSU. Si delineano, quindi, le modalità di integrazione di tali utenti all’interno dell’ecosistema stradale per migliorare la consapevolezza dell’ambiente circostante e la sicurezza nella circolazione.</p>



<p>L’output di tale attività convergerà nel primo documento tecnico previsto dal progetto, il D1 &#8211; SOTA relativo ai servizi C-ITS orientati ai VRU ed alle tecnologie C-ITS abilitanti alle comunicazioni V2X. Esso rappresenta il risultato della review letteraria sistematica fatta sulle tematiche specifiche dei servizi C-ITS orientati ai VRU ed alle tecnologie C-ITS abilitanti alle comunicazioni V2X.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Secondo le <a href="https://libguides.csu.edu.au/systematicreviews">linee guida della Charles Sturt University</a>, una revisione sistematica della letteratura si articola in sette fasi principali:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Formulazione della domanda di ricerca;</li>



<li>Definizione dei criteri di ricerca;</li>



<li>Esecuzione della ricerca sistematica sulla base dei criteri stabiliti;</li>



<li>Definizione dei criteri di inclusione delle pubblicazioni nel campione di studio;</li>



<li>Valutazione critica degli articoli selezionati;</li>



<li>Sintesi dei risultati ottenuti;</li>



<li>Redazione e pubblicazione.</li>
</ol>



<p>Tali fasi, esclusa la numero 7, sono oggetto corrente del T1.1 i cui risultati preliminari sono stati riportati di seguito. Secondo quanto pubblicato da S. Maaloulet al., è possibile identificare diverse categorie di servizi C-ITS, basandosi su protocolli e meccanismi di QoS (Quality of Service). Lo studio rileva ben 5 classi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La prima classe riguarda gli <strong>ultra-safety services</strong>, come la &#8220;Cooperative Collision Avoidance&#8221; e/o sistemi classici di avviso. Essendo una classe critica, si deve avere una latenza, relativa allo scambio dei messaggi C-ITS tra le varie entità coinvolte, inferiore ai 10 ms: </li>



<li>La seconda riguarda i <strong>Safety Services</strong> (quindi priorità minore della precedente), come ad esempio &#8220;Avviso di Pericolo Stradale&#8221;. Qui la latenza deve essere inferiore ai 100 ms:</li>



<li>La terza classe è per i <strong>non-safety services</strong>, come la &#8220;Gestione del Traffico&#8221;. La latenza qui non deve superare i 500 ms;</li>



<li>L’ultima classe riguarda i <strong>servizi non richiesti</strong>, ovvero quei servizi che magari offrono un comfort in più ma non essenziali. Qui la latenza può superare i 500 ms.</li>
</ul>



<p>Recenti studi evidenziano sostanziali limiti tra cui quelli relativi alle condizioni ambientali, i quali possono ostacolare il rilevamento dei VRU. Bisogna altresì considerare che fattori come la latenza, l&#8217;affidabilità e il throughput possono influire sulle prestazioni dei messaggi scambiati. Dunque, il modo con cui i C-ITS possono supportare i VRU è attraverso una comunicazione real-time, una maggior consapevolezza di ciò che vi è intorno (grazie ad esempio ai <strong>VAM </strong>&#8211; VRU Awareness Message), un’analisi dei dati provenienti dai sensori e una maggiore integrazione degli ADAS. Per evitare collisioni, N. Dasanayakaet al. propongono invece l’utilizzo di dispositivi mobile da parte del VRU per favorire e rendere più efficiente ed efficace la comunicazione. Tra i limiti, il lavoro sottolinea anche che ovviamente non tutti gli utenti della strada sono dotati di dispositivi compatibili e dunque l’efficacia si riduce. </p>



<p>La latenza continua ad essere un parametro fondamentale circa la valutazione dell&#8217;affidabilità di un servizio C-ITS. Diversi lavori riportano i valori ottimali da rispettare per la comunicazione V2VRU (Vehicle-to-Vulnerable Road User) basati sugli standards ETSI (European Telecommunications Standards Institute), riassunti a seguire: </p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><strong>Requisiti</strong></td><td><strong>Valori richiesti</strong></td></tr><tr><td><strong>Range di comunicazione</strong></td><td>&gt;= 25 m range quando la comunicazione VRU-infrastruttura è finalizzata alla protezione del VRU<br>&gt;= 75 m range quando il VRU comunica con il veicolo per evitare la collisione con il pedone (pedone fermo e velocità del veicolo a 45 km/h)<br>&gt;= 150 m quando la comunicazione VRU-veicolo serve a evitare le collisioni dei ciclisti (velocità del ciclista a 30 km/h e velocità del veicolo a 90 km/h)<br><br>&gt;= 300 m quando la comunicazione VRU-veicolo per evitare le collisioni con i motocicli</td></tr><tr><td><strong>Accuratezza posizione</strong></td><td>Richiesta una precisione &gt;=&nbsp; 0.5 m&nbsp;</td></tr><tr><td><strong>Consapevolezza del contesto</strong></td><td>L&#8217;accuratezza della previsione del movimento dei VRU deve essere sufficientemente alta da minimizzare l&#8217;errore di calcolo di un conflitto.</td></tr><tr><td><strong>Latenza</strong></td><td>Meglio, meno di 100 ms o almeno non superiore a 300 ms</td></tr><tr><td><strong>Scalabilità</strong></td><td>Dovrebbe adattarsi a scenari urbani con casi d&#8217;uso che includono fino a 5.000 utenti per intersezione.</td></tr><tr><td><strong>Progettazione dell&#8217;interfaccia utente e dei messaggi di avviso</strong></td><td>L&#8217;interfaccia utente deve essere progettata in modo da ridurre al minimo le distrazioni e la trasmissione delle informazioni, riducendo i contenuti e il carico di lavoro.</td></tr><tr><td><strong>Standardizzazione dei messaggi</strong></td><td>Norme ETSI:&nbsp;1. CAM per la comunicazione dello stato del veicolo&nbsp;2. VAM per la comunicazione dello stato del VRU&nbsp;3. DENM (Decentralized Environmental Notification Message) per i messaggi guidati dagli eventi&nbsp;Norme SAE (Society of Automotive Engineers):&nbsp;1. PSM (Personal Safety Message) per la comunicazione di stato di base dei VRU&nbsp;2. BSM (Basic Safety Message) per la comunicazione dello stato del veicolo Standard di sicurezza:&nbsp;1. IEEE 1609 [51]: Certificati di sicurezza impliciti ed espliciti&nbsp;2. Certificati di sicurezza ETSI ITS [52]&nbsp;</td></tr><tr><td><strong>Dimensione del messaggio (tra due dispositivi)&nbsp;</strong><strong>1. Messaggi di trasmissione periodici&nbsp;</strong><strong>2. Messaggi a evento</strong></td><td>1. 50-300 byte, esclusi i componenti del messaggio relativi alla sicurezza.2. Fino a 1200 byte, esclusi i componenti del messaggio relativi alla sicurezza.</td></tr><tr><td><strong>Frequenza trasmissione messaggi</strong></td><td>Una frequenza massima di 10 messaggi al secondo (cioè 10 Hz) per UE (User Equipment) trasmittente.</td></tr><tr><td><strong>Sicurezza e privacy</strong></td><td>Per evitare falsi positivi, è necessario includere una protezione crittografica per i messaggi.<br>Per evitare falsi negativi, l&#8217;attacco deve essere identificato e la fonte dell&#8217;attacco deve essere rimossa fisicamente.<br>Per evitare problemi di privacy, i dati personali critici non devono essere inclusi nei messaggi e gli identificatori temporanei del mittente devono essere cambiati periodicamente.</td></tr></tbody></table></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Ad oggi sono stati analizzati 35 dei circa 50 riferimenti raccolti e selezionati rispetto ai criteri di inclusione / esclusione definiti. Il team è concentrato sul completamento della lettura degli articoli scientifici e nell&#8217;uniformare i contenuti estratti ed analizzati. L&#8217;obiettivo è quello di consolidare lo stato dell&#8217;arte e trarre le dovute conclusioni. Il risultato dell&#8217;attività di SOTA sarà il principale input per la specifica formale dei casi d&#8217;uso del progetto. Le attività di stato dell&#8217;arte (T1.1) e quelle di specifica dei casi d&#8217;uso della piattaforma SALVM (T1.2)  completano le attività del WP1 spianando la strada alla specifica dei requisiti software e alla progettazione del sistema. </p>
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		<title>SALVM: Il Progetto che Rivoluziona la Sicurezza Stradale Parte Ufficialmente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SALVM]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2024 11:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>IntroduzioneIl progetto SALVM ha ufficialmente preso il via, segnando un passo importante verso una mobilità più sicura, intelligente e sostenibile. Basato sull’implementazione di tecnologie e servizi C-ITS, SALVM punta a ridurre gli incidenti stradali e ottimizzare la gestione del traffico urbano, con un’attenzione particolare alla protezione degli utenti vulnerabili della strada (VRU). La Visione di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Introduzione</strong><strong><br></strong>Il progetto SALVM ha ufficialmente preso il via, segnando un passo importante verso una mobilità più sicura, intelligente e sostenibile. Basato sull’implementazione di tecnologie e servizi C-ITS, SALVM punta a ridurre gli incidenti stradali e ottimizzare la gestione del traffico urbano, con un’attenzione particolare alla protezione degli utenti vulnerabili della strada (VRU).</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>La Visione di SALVM</strong><strong><br></strong>SALVM è molto più di un progetto tecnologico: è una risposta concreta alle sfide della mobilità moderna. La visione è chiara e ambiziosa: costruire un ecosistema interconnesso dove veicoli, infrastrutture e utenti collaborano per garantire sicurezza, efficienza e sostenibilità. Attraverso l&#8217;uso di tecnologie come DSRC, C-V2X e 5G, il progetto punta a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Prevenire incidenti fatali in zone con NLOS (Non-Line-Of-Sight): le comunicazioni DSRC e C-V2X abilitano i veicoli e l’infrastruttura di strada, alla condivisione delle informazioni in tempo reale con gli utenti deboli della strada (e.g., motociclisti, ciclisti, o pedoni), inviando avvisi e suggerimenti in tempo reale ai conducenti al fine di segnalare la presenza di un rischio imminente, e prevenendo un potenziale incidente fatale;</li>



<li>Ridurre i tempi di viaggio ed il consumo di carburante, con conseguente riduzione della C02 emessa: grazie all’identificazione di condizioni di traffico o di potenziali ingorghi, gli automobilisti, nonché i VRU, riceveranno da SALVM notifiche in tempo reale potendo così optare per strade alternative, migliorando il deflusso veicolare;</li>



<li>Gestire in modo efficiente delle situazioni di emergenza: di fatto, tutte le informazioni raccolte sono messe a disposizione delle centrali di comando e controllo, attraverso un insieme di API standardizzate. Ad esempio, la rilevazione in tempo reale di un incidente stradale può essere recepita near real-time dai servizi di soccorso, i quali possono accedere a tutte le informazioni raccolte dalla soluzione SALVM in maniera accurata (i.e. posizione dell’incidente, set di immagini, veicoli circostanti coinvolti) e intervenire tempestivamente.</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>Tecnologie all’Avanguardia</strong><strong><br></strong>Il progetto SALVM aggiunge innovazione nelle comunicazioni tra veicoli, infrastruttura stradale e utenti vulnerabili della strada (VRU) attraverso la sperimentazione delle tecnologie seguenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Road Side Units (RSU)</strong>: Dispositivi installati lungo le strade per monitorare e comunicare dati in tempo reale.</li>



<li><strong>On-Board Units (OBU)</strong>: Sistemi integrati nei veicoli per ricevere notifiche e segnalazioni tempestive.</li>



<li><strong>DSRC e C-V2X</strong>: Tecnologie che garantiscono un flusso continuo e sicuro di informazioni tra infrastrutture, veicoli e utenti.</li>



<li><strong>5G e Visione Artificiale</strong>: La rete 5G e gli algoritmi di intelligenza artificiale permettono di elaborare rapidamente dati complessi e rilevare situazioni di rischio.</li>
</ul>



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<p><strong>Il Test-Site CN-MOST / Spoke 7 alla Mostra d’Oltremare di Napoli</strong><strong><br></strong>Una delle prime dimostrazioni del prototipo SALVM è pianificato all&#8217;interno del test-site situato presso la Mostra d’Oltremare di Napoli. Questo spazio, simile a un vero e proprio laboratorio urbano, consente di simulare e analizzare situazioni di traffico reale. Qui, SALVM ha intenzione di validare le sue tecnologie, raccogliendo dati preziosi e perfezionando i sistemi, per un impatto concreto sulla sicurezza stradale.</p>



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<p><strong>Collaborazioni Strategiche<br></strong>Il successo di SALVM è reso possibile grazie a un network di partner strategici, tra cui amministrazioni pubbliche, enti di ricerca e aziende tecnologiche. Ognuno di loro contribuisce con competenze e risorse, creando una sinergia unica per affrontare le sfide della mobilità moderna. In particolare, il progetto è finanziato nell’ambito del programma di ricerca del centro nazionale per la mobilità sostenibile (most), a valere sulle risorse del PNRR missione 4, componente 2, investimento 1.4, finanziato dall’unione europea – NEXT GENERATION EU &#8211; CUP E63C22000930007</p>



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<p><strong>Un Progetto per il Futuro</strong><strong><br></strong>SALVM rappresenta un primo passo verso una nuova era della mobilità urbana, dove sicurezza e innovazione tecnologica si incontrano per migliorare la vita di tutti. Segui il nostro blog per aggiornamenti costanti sul progresso del progetto, risultati dei test e nuove implementazioni. Sei interessato a scoprire di più su SALVM o a collaborare con noi? Contattaci o visita la nostra pagina dedicata alle collaborazioni per unirti al nostro network.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://salvm.southengineering.it/news/salvm-il-progetto-che-rivoluziona-la-sicurezza-stradale-parte-ufficialmente/">SALVM: Il Progetto che Rivoluziona la Sicurezza Stradale Parte Ufficialmente</a> proviene da <a href="https://salvm.southengineering.it">SALVM</a>.</p>
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